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Accessibilità · guida aggiornata al 18 ottobre 2026

WCAG: cosa sono e a cosa servono, spiegate semplici

Le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) sono le linee guida per l'accessibilità dei contenuti web pubblicate dal W3C, il consorzio che definisce gli standard del web. Dicono, criterio per criterio, cosa deve fare una pagina perché possa usarla anche chi ha una disabilità visiva, uditiva, motoria o cognitiva. Sono organizzate su quattro principi e tre livelli di conformità (A, AA, AAA); il livello AA è quello che le norme europee e italiane prendono come riferimento.

In sintesi

Cosa sono, in una frase

Le WCAG sono un elenco di criteri verificabili che dicono cosa deve fare una pagina web perché tutti possano usarla: chi non vede e naviga con uno screen reader, chi non usa il mouse, chi vede poco contrasto, chi ha bisogno di più tempo o di testi semplici. Le scrive e le aggiorna il W3C (World Wide Web Consortium), l'organizzazione internazionale che definisce gli standard del web. Non sono un documento di principi: ogni criterio è una condizione che una pagina rispetta o non rispetta.

I quattro principi

Tutti i criteri discendono da quattro principi, che in inglese formano l'acronimo POUR:

I tre livelli: A, AA e AAA

Ogni criterio appartiene a un livello di conformità. I livelli sono cumulativi: per dichiarare il livello AA bisogna rispettare anche tutti i criteri di livello A.

LivelloCosa significaChi lo richiede
AIl minimo indispensabile: senza questi criteri intere categorie di persone restano tagliate fuoriNessuna delle norme europee si ferma qui: è il gradino di partenza
AAIl livello di riferimento: contrasto adeguato, navigazione da tastiera completa, testi ridimensionabili, moduli utilizzabiliLo standard europeo EN 301 549, e quindi le leggi che lo richiamano
AAAIl massimo: sottotitoli anche in diretta, linguaggio semplificato, contrasto ancora più altoNessuna legge lo impone per interi siti; ha senso per servizi specifici

Le versioni: 2.0, 2.1, 2.2

La versione 2.0 è del 2008, la 2.1 del 2018 (ha aggiunto i criteri per il mobile, per gli ipovedenti e per gli utenti con disabilità cognitive), la 2.2 di ottobre 2023. La 2.2 aggiunge criteri su fuoco visibile, dimensione dei bersagli tattili e autenticazione accessibile, e ritira un criterio tecnico ormai superato. Le versioni sono compatibili verso il basso: un sito conforme alla 2.2 livello AA rispetta anche la 2.1 livello AA, che è quella citata oggi dalle norme. Per questo conviene lavorare direttamente sulla versione più recente. A settembre 2026 l'ETSI ha pubblicato la nuova EN 301 549 V4.1.1, allineata alle WCAG 2.2: diventerà il riferimento quando sarà citata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione, cosa che a metà ottobre 2026 non è ancora successa. Le WCAG 3.0 invece sono ancora una bozza di lavoro del W3C, non uno standard da applicare.

Quando le WCAG diventano legge

Da sole, le WCAG sono uno standard volontario. Diventano un obbligo quando una norma le richiama, e in Europa il ponte è lo standard tecnico EN 301 549, che per le pagine web richiede i criteri WCAG di livello A e AA. In Italia l'obbligo arriva da due strade diverse: il D.Lgs. 82/2022, che recepisce l'European Accessibility Act e dal 28 giugno 2025 obbliga chi vende ai consumatori servizi come commercio elettronico e servizi bancari, con sanzioni da 5.000 a 40.000 euro (articolo 24); e la Legge 4/2004, la legge Stanca, che riguarda la pubblica amministrazione e i privati con fatturato medio sopra i 500 milioni di euro. Chi è obbligato, da quando e cosa rischia è spiegato nelle guide dedicate all'European Accessibility Act.

Come si verifica un sito contro le WCAG

Una parte dei criteri si misura in automatico: contrasto del testo, testi alternativi mancanti, struttura dei titoli, etichette dei campi, dimensione dei bersagli. Un'altra parte richiede occhi umani: capire se un testo alternativo descrive davvero l'immagine, se un modulo si completa solo con la tastiera, se un messaggio di errore si capisce. Un buon punto di partenza è una verifica automatica sulla pagina come la vede un visitatore reale, che dica cosa è misurabile e dichiari con onestà cosa non lo è. Diffida di chi promette la conformità totale con un software o con un widget sovrapposto al sito: non esiste.

Domande frequenti

Le WCAG sono obbligatorie per legge?

Non da sole: sono uno standard tecnico del W3C. Diventano obbligatorie quando una norma le richiama. In Italia succede con il D.Lgs. 82/2022 per chi vende ai consumatori servizi come ecommerce e banche (dal 28 giugno 2025) e con la Legge 4/2004 per la pubblica amministrazione e i privati sopra i 500 milioni di fatturato medio.

Che livello WCAG serve per essere in regola?

Il riferimento delle norme è il livello AA, che comprende anche tutti i criteri di livello A. Lo richiede lo standard europeo EN 301 549, richiamato dalle leggi sull'accessibilità digitale. Il livello AAA non è imposto per interi siti.

Che differenza c'è tra WCAG 2.1 e 2.2?

La 2.2, pubblicata a ottobre 2023, aggiunge criteri su visibilità del fuoco, dimensione minima dei bersagli tattili, trascinamenti e autenticazione accessibile, e ritira un criterio tecnico superato. Un sito conforme alla 2.2 AA rispetta anche la 2.1 AA, che è la versione oggi citata dallo standard europeo.

Un tool automatico basta a verificare le WCAG?

No. I tool automatici misurano i criteri verificabili dal codice, come contrasto e testi alternativi mancanti, e sono il punto di partenza giusto. Ma una parte dei criteri richiede il giudizio di una persona: se un testo alternativo ha senso, se un percorso si completa con la sola tastiera, se un errore è comprensibile. Chi promette conformità totale automatica sta vendendo qualcosa che non esiste.

Il primo passo è misurare

La diagnosi gratuita non chiede registrazione. Poi decidi se ti serve il report completo.

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Fonti normative

Aggiornato al 18 ottobre 2026 · WCAG 2.2 e quadro EN 301 549 · Contenuto informativo, non parere legale. Sul tuo caso specifico la valutazione va fatta con un professionista abilitato.